MUSICA E ARTE VISIVA

L’impulso verso l’Arte visiva

L’impulso che mi ha spinto verso l’Arte visiva, a inventare un codice capace di raccontare i principi di quello musicale è sorto per raccontare a me stesso ciò che quando suono non posso vedere. Una forza vibrante che sentivo e sento agire misteriosamente in me invadendomi fino ad appagarne la mia natura emotiva, ad accende l’interiorità fino a renderla percepibile. Così non mi è rimasto che, riassumere osservazioni, esperienze e ricerche di 30 anni di Musica suonata per strada, in locali lussuosi e disgraziati, sui palcoscenici, di mezzo mondo; riassumere incontri con chi è condannato a vivere in carcere, a liberarsi delle dipendenze in comunità e provare a darle un volto visibile. Spinto anche dalla consapevolezza che la Musica del quotidiano fatica a percepire il sacro vitale che vive nei flussi musicali, mi sono trovato a cercare un oggetto a cui raccontare i miei pensieri, imprimere su di lui il turbine di visioni e immagini che sentivo spingere da dentro. La prima cosa che vidi una sera di maggio del 2011 mentre ci ragionavo su, fu una comune padella di rame appesa in un angolo della mia cucina. L’ho guardata. Lei ha risposto: “va bene ho capito. Usami!” E tutto e iniziato. Tutto si è evoluto in un’ennesima ossessione. Un’ossessione che però soffriva di solitudine. Aveva bisogno di compagnia, così ho cominciato anche a scrivere sugli effetti della Musica.